Si può ringiovanire una pelle che ha perso elasticità?

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Una pelle invecchiata, che ha perso elasticità,  che presenta ormai rughe (cedimenti delle strutture cutanee) sempre più visibili, può ancora in qualche modo essere “recuperata”? 

Cosa può fare una persona, per cercare di restituire elasticità e consistenza alla pelle?

1) La valutazione delle principali cause che hanno determinato un processo d’invecchiamento accelerato è alla base di un risultato sicuro.

2) La scelta della stimolazione dei peptidi specifici che formano le proteine responsabili della sostituzione/riparazione dei nostri tessuti.

3) L’approccio con i punti specifici per ridare attività ed energia. 

Ecco dove la fototerapia, attraverso i patch, può aiutarci in modo semplice e completo.

 Carnosina   e gli effetti sulla pelle

Oltre all’acqua, il corpo umano sano è costituito quasi esclusivamente da proteine. La causa principale dell’invecchiamento è causata dal danneggiamento di questi composti proteici.

Ciò può avvenire per ossidazione (causata dai radicali liberi) o per glicazione (reazione tra le proteine e le molecole di zucchero). Quando troppe proteine sono danneggiate e perdono la loro funzionalità, i segni dell’invecchiamento diventano visibili ed il corpo diventa suscettibile alle malattie degenerative.

La Carnosina ha dimostrato di poter contrastare questo danneggiamento dei composti proteici. I ricercatori definiscono la carnosina una sostanza vitale anti-invecchiamento multi potente. Questo perché la carnosina ha molteplici effetti ringiovanenti ed agisce nelle cellule del corpo più diverse.

La Carnosina ha la straordinaria capacità di ringiovanire le cellule che si avvicinano alla fine della loro vita. In realtà, attualmente non esiste nessun altro principio attivo che protegga meglio le nostre cellule dai danni.

La Carnosina è uno scudo protettivo contro il degrado prematuro legato all’età e le manifestazioni degenerative associate. Si tratta di una sostanza vitale unica nel suo genere che mantiene il corpo giovane e vitale più a lungo e non dovrebbe quindi mancare in nessun programma anti-invecchiamento.

Nel nostro corpo si verificano costantemente danni alle strutture proteiche da parte delle molecole di zucchero (glicazione). In giovane età, questo processo di degradazione viene compensato da una sufficiente produzione di carnosina. Invecchiando comincia a calare il livello di carnosina prodotto e si presentano, di conseguenza, i sintomi dell’invecchiamento in varie parti del corpo.

Si tratta del fenomeno, su scala microscopica, della “caramellizzazione”. Se si prende la carne, la si arrotola nello zucchero, e la si mette a cucinare, lo zucchero si scioglie e si lega alle proteine della carne per formare uno strato duro caramellato. 

Questo processo richiede solo pochi secondi in una padella a temperatura elevata, ma si verifica lentamente nel corpo, in ogni momento, ed a livello microscopico (livello cellulare). Dopo diversi decenni, la caramellizzazione, chiamata “glicazione” nel linguaggio medico, è abbastanza forte per iniziare a diventare visibile e anche preoccupante, poiché potenziale causa di gravi malattie. 

Infatti, le proteine glicate si fondono in un processo noto come cross-link. A mano a mano che le proteine creano legami incrociati, i tessuti del corpo  diventano sempre più rigidi e duri. 

La pelle è composta da epidermide e dal derma, ed è proprio il derma situato sotto all’epidermide che conferisce un aspetto morbido ed elastico, è composto da fibre di collagene (una gelatina solida) ed elastina. 

Nel corso del tempo, le molecole di zucchero nel sangue si legano a queste proteine. Le fibre di collagene ed elastina diventano rigide e si rompono sotto l’effetto della glicazione, causando rughe, rilassamento dell’epidermide, pelle secca e crescente difficoltà alla cicatrizzazione. 

Ecco perché la stimolazione della Carnosina attraverso la sua specifica frequenza diventa fondamentale come approccio per correggere quei diasequilibri che hanno accelerato il nostro invecchiamento.

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